Friday 29 July 2016

Condividendo quanto aveva già predetto David Rowan, editor di www.wired.co.uk, nel 2010:

1. Tutti i social network gratuiti sono aziende private che non fanno certamente i vostri interessi.
Facebook per primo, è una società nata per fini commerciali che vende ai propri clienti paganti i vostri like, interessi, fotografie e connessioni sociali. Questo spiega la complessità dei vari settaggi sulla privacy, che tuttavia nessuno potrà mai verificare se rispettati o meno. Di fatto Facebook Facebook violerebbe le leggi in materia di privacy dell'Unione Europea oltre che quelle internazionali dei paesi più avanzati. Le autorità di controllo internazionali stanno inoltre mettendo in dubbio il corretto rispetto della privacy durante l'uso di questo social network sui piccoli dispositivi portatili (cellulari, smartphone e tablets) in cui le diverse app sviluppano attività non sempre trasparenti.

2. Internet non dimentica.
«Quando si è giovani, si fanno errori e parecchie cose stupide» ha detto Obama agli studenti di un liceo in Virginia. «State attenti a cosa pubblicate su Facebook, perché nell’era di YouTube qualsiasi cosa farete potrà essere tirata fuori in futuro».  E detto dal Presidente e capo delle forze armate americane (della CIA e FBI) è molto significativo! Nel 2010 venne stipulato un accordo tra la Polizia Postale Italiana e la multinazionale di Mark Zuckerberg, per accedere ai dati personali dei cittadini italiani indagati dalla magistratura ed iscritti sul suo social network. Per la "lotta alla criminalità informatica", è la spiegazione usata da tutti gli organismi di investigazione e di polizia internazionali, che hanno accordi con tutti i grandi gestori del web.

3. Le informazioni che date per qualcosa, sono invece usate per finalità diverse.
Gli archivi che accumulano le vostre informazioni personali si stanno ingrandendo e intersecando tra loro sempre di più. Rowan fece un esempio molto semplice: ordinate una pizza per telefono, e il computer che prenderà l’ordine accederà anche al vostro curriculum, ai voti che avete preso in passato, ai prestiti in biblioteca. E l’impiegata della pizzeria vi proporrà opzioni in base ai risultati che leggerà, come una pizza al tofu in caso siate grassi. I sondaggi utilizzati nell’ E-recruitment, utilizzati dalla maggior parte delle aziende per selezionare i potenziali candidati da assumere, mostrano che quasi la metà delle aziende rifiutano gli aspiranti basandosi semplicemente sulle informazioni pubblicate sui social network. Data, ora, IP del vostro collegamento sono registrati assieme a quanto avete scritto e condiviso. E non solo questo; anche i dati sul vostro PC e sistema operativo oltre che i dati delle navigazioni ancora presenti nella cache del vostro browser. Qualsiasi dato presente nelle foto (dati EXIF) che pubblicate è abbinato al vostro profilo; quindi giorno e ora dello scatto come anche la localizzazione geografica (GPS), modello della macchina fotografica, e molto ancora.

4. Ciò che pubblicate su Facebook potrà essere usato contro di voi.
Già dal 2010 Mark Zuckerberg, durante un'intervista con David Kirkpatrick, aveva previsto questa politica di trasparenza dichiarando: «I giorni in cui tu potrai avere diverse immagini da usare con i tuoi amici o collaboratori e per le altre persone che conosci, stanno probabilmente e rapidamente per finire.». Questa affermazione mostra un solo lato della medaglia; il rovescio è invece che un ex partner insoddisfatto, un collega rivale o un avversario politico, potrebbero invadere la vostra privacy ed usare le vostre informazioni personali per danneggiarvi, influenzando le situazioni più diverse, pregiudicando la vostra credibilità e identità in modo inoportuno e pilotato.

5. Facebook è diverso dagli altri social network perché scava nella vostra privacy.
È naturale e *umano*; spesso ci si può sbagliare e pubblicare qualcosa di privato senza accorgersene. La caratteristica più pericolosa di Facebook è che risponde alla naturale esigenza di contatti sociali e offre questa funzione *vitale* e istintiva dell’uomo attraverso un’interfaccia assolutamente comoda e veloce. Insinuandosi nella vita quotidiana come qualsiasi abitudine domestica, Facebook viene usato in modo sempre più disinvolto e spensierato, registrando così quanto di più personale ci sia nella sfera più intima di una persona.

6. Perché vendere ad un’azienda privata la propria identità ?
Se avrete la pazienza di leggervi tutte le clausole, cui date assenso all’atto di iscrizione su Facebook,  vi accorgerete che Facebook detiene il diritto di fare più o meno ciò che vuole con i vostri dati, compreso venderli a chiunque paghi abbastanza. Nelle casse di Facebook tutto ruota intorno a questa liberatoria più o meno consapevole, che Zuckerberg obbliga ad accettare al momento dell'iscrizione. A parte il fatto che oltre la metà dei utenti di Facebook è minorenne, senza i requisiti per consentire un tale contratto (che andrebbe stipulato con i loro genitori!), in molti paesi la giurisprudenza si pone seri dubbi sulla legittimità di un contratto così invadente della privacy stipulato in via telematica.
Sì, dice David Rowan, Facebook è gratis, ma con oltre un miliardo di utenti che lo usano, sarebbe il momento di chiedersi quanto stia facendo davvero bene o male alla società. Di fatto, la vostra vita sociale e personale è monitorata dettagliatamente, secondo quanto avete firmato digitalmente e l’uso indiscriminato della vostra identità, sia per fini governativi che commerciali, è fonte di guadagno per Mark Zuckerberg.

Alcuni dati bibliografici, ma vi spaventerete se provate a cercare "facebook violating privacy laws"....